Quando si parla di manutenzione straordinaria, molti pensano subito a martelli pneumatici, polvere e vicini che bussano inferociti.
In realtà, prima ancora dei lavori, c’è un passaggio obbligatorio e fondamentale: le pratiche edilizie da presentare al Comune. Niente di spaventoso, se si sa cosa serve.
La manutenzione straordinaria riguarda interventi più importanti rispetto alla manutenzione ordinaria, ma che non modificano volume, sagoma o destinazione d’uso dell’immobile. Parliamo, ad esempio, di rifacimento completo del bagno, spostamento di tramezzi interni, sostituzione degli impianti, apertura o chiusura di porte interne, consolidamenti strutturali non invasivi.
La pratica più utilizzata è la CILA (Comunicazione di Inizio Lavori Asseverata). È richiesta quando i lavori non toccano le parti strutturali dell’edificio. In pratica, un tecnico abilitato (geometra, architetto o ingegnere) dichiara che i lavori rispettano le norme edilizie, urbanistiche e di sicurezza. La CILA va presentata prima dell’inizio dei lavori, allegando elaborati grafici, relazione tecnica e dati dell’impresa esecutrice. Una volta depositata, si può partire subito: niente attese infinite, per fortuna.
Se invece i lavori interessano elementi strutturali, come travi, pilastri o solai, serve una SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività). Qui il livello di controllo aumenta: oltre alla documentazione tecnica, spesso è necessario il deposito strutturale e il rispetto delle normative antisismiche. Anche in questo caso si può iniziare subito, ma il Comune può effettuare controlli successivi.
Attenzione: non tutti i Comuni chiedono le stesse cose. Ogni amministrazione ha regolamenti e modulistiche proprie. Per questo è fondamentale affidarsi a un tecnico che conosca bene l’ufficio edilizia locale. Il “fai da te” qui è sconsigliato: l’errore non è una mensola storta, ma una sanzione o, nei casi peggiori, il blocco dei lavori.
Un ultimo aspetto spesso sottovalutato: la conformità finale. A lavori conclusi, è importante che quanto realizzato corrisponda a quanto dichiarato nella pratica. Questo evita problemi futuri, soprattutto in caso di vendita dell’immobile.
In sintesi, la manutenzione straordinaria è un’ottima occasione per migliorare casa, ma va gestita con ordine e metodo. Un po’ di burocrazia oggi significa meno grattacapi domani.
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